Sensibilità al glutine: un disturbo diverso dalla celiachia

I sintomi della Sensibilità al Glutine Non Celiaca sono molto simili a quelli della celiachia; oggi però abbiamo a disposizione metodi di diagnosi precisi.

Le statistiche parlano chiaro: vi è un aumento di casi di sofferenza da assunzione di glutine, i cui disturbi a prima vista sembrano identici a quelli provocati dalla celiachia.
Eppure si tratta di due fenomeni non identici né sovrapponibili; infatti la Sensibilità al Glutine si distingue per il fatto di includere, fra i sintomi tipici, anche taluni non intestinali, come emicrania, dolore articolare diffuso, anemia, addirittura disturbi dell’umore.
La Sensibilità al Glutine riguarda circa il 6% della popolazione italiana, una percentuale assai maggiore rispetto a quella interessata da celiachia, e inoltre i suoi sintomi si possono avvertire già a partire da qualche ora dall’assunzione di glutine.

Ma che cosa scatena la Sensibilità al Glutine?

Il glutine interagisce negativamente con il sistema immunitario dell’organismo di alcuni soggetti predisposti, causando quindi la sintomatologia già esposta.
Si tratta comprensibilmente di un fenomeno diverso rispetto a quello della celiachia, nella quale è il glutine ad essere attaccato dalle difese dell’apparato gastrointestinale, causando il classico malessere, che però si manifesta normalmente dopo mesi o addirittura anni dall’assunzione della proteina stessa.

Quello che più importa in questa analisi è quindi orientare coloro che soffrano di generici disturbi all’intestino e allo stomaco verso la giusta diagnosi:

Si è in presenza di celiachia o di Sensibilità al Glutine?

Proprio per risolvere una volta per tutte la questione della diagnosi, 30 fra i maggiori esperti in malattie gastro-intestinali hanno pubblicato a più mani sulla rivista “Nutrients” un articolo che illustra il protocollo scientifico per individuare con più certezza i casi di Sensibilità al Glutine distinguendoli da quelli della celiachia.
Sulla base di questo protocollo, spiega il dottor Carlo Catassi, docente all’Università delle Marche, per ottenere la diagnosi non si procede ad esclusione, bensì cercando di tipizzare determinati sintomi come incontrovertibili prove di Sensibilità al Glutine.
Secondo il sistema in questione, sarebbero due le fasi per determinare una corretta diagnosi della seconda tipologia di disturbo; in primis il paziente deve mantenere degli standard di salute ottimali iniziando una dieta senza glutine; in secondo luogo, bisogna misurare in che maniera la progressiva reintroduzione del glutine nella dieta del soggetto causi la ricomparsa dei disturbi, e se questi ultimi siano riconducibili alla celiachia oppure alla sensibilità.
Nel frattempo, continua la ricerca di marcatori specifici che potrebbero velocizzare la diagnosi della sensibilità al glutine.

Gli studi e la ricerca scientifica per meglio distinguere le varie forme di intolleranza al glutine proseguono, per consentire la formulazione di terapie dietetiche il più possibile efficienti.

Desideri ricevere maggiori informazioni?

    Lascia un commento