Come fare ad avere il buono celiachia
Il buono celiachia è una delle poche cose che fanno tirare un sospiro di sollievo a chi ha appena ha ricevuto una diagnosi.
Con questo buono i prodotti senza glutine sono accessibili a tutti e non si resta paralizzati dallo stupore davanti al costo elevato degli stessi.
Il buono corrisponde a una cifra mensile messa a disposizione dei pazienti per l’acquisto dei prodotti senza glutine che varia in base all’età e al genere.
Il Ministero della Salute ha stimato il valore dei buoni da erogare ai celiaci considerando che:
“il celiaco deve seguire una dieta varia ed equilibrata con un apporto energetico giornaliero da carboidrati stimabile in almeno il 55%, che deve derivare anche da alimenti naturalmente privi di glutine provenienti da riso, mais, patate e legumi come fonte di carboidrati complessi, per cui la quota da soddisfare con alimenti senza glutine di base (pane, pasta e farina) è stimabile nel 35% dell’apporto energetico totale”*.
La procedura inizia con la diagnosi
La procedura per ottenere il buono celiachia è relativamente semplice e abbastanza uniforme su tutto il territorio nazionale.
La diagnosi di celiachia deve essere realizzata in un centro specializzato che rilascia gli i risultati degli esami specifici e un modulo che certifica la diagnosi di celiachia.
Con la diagnosi il paziente può recarsi pressoa la propria Azienda Sanitaria Locale, ogni regione la chiama in modo diverso.
Per esempio: in Lombardia le aziende ospedaliere si chiamano ASST (aziende socio sanitarie territoriali) mentre le ASL sono diventate ATS (agenzie di tutela della salute).
In Emilia-Romagna ci sono Azienda Unità Sanitaria Locale (AUSL), in Friuli-Venezia Giulia la denominazione è Azienda Sanitaria Universitaria (ASU) e Azienda Sanitaria (AS), nelle Marche: Azienda Sanitaria Territoriale (AST)
I documenti
Con il modulo che certifica la diagnosi della patologia, la tessera sanitaria e il documento di identità validi, l’azienda sanitaria rilascia piano terapeutico.
Il piano terapeutico è una stima del fabbisogno calorico giornaliero correlato ad età e sesso e quindi si definisce l’assegnazione di un budget mensile di spesa.
Le modalità di erogazione del buono dipendono dalla Regione.
Come viene erogato il buono celiachia
Nella maggior parte delle Regioni viene consegnato al paziente celiaco un PIN abbinato alla tessera sanitaria.
In questo caso il budget a disposizione viene attribuito alla tessera che si usa come fosse un bancomat: in tutti i negozi e gli esercizi convenzionati del territorio regionale si introduce la tessera nel POS e si digita il PIN.
L’importo della spesa viene automaticamente scalato dal totale disponibile mensile.
In pratica la Tessera Sanitaria funziona come una carta prepagata, e man mano che si comprano i prodotti senza glutine autorizzati dal Ministero della Saluta il valore di scala dal budget totale.
In alcune regioni, in particolare nel Sud Italia l’erogazione avviene ancora attraverso ricette cartacee, ciascuna valida per l’intera cifra mensile,
L’Associazione Italiana di Celiachia si sta impegnando affinché tutti i buoni siano dematerializzati.
In alcune regioni tutte le informazioni sul budget utilizzato e altri dato saranno a disposizione nel fascicolo sanitario personale.
Attenzione perché la spesa del buono celiachia può essere realizzata solo ed esclusivamente nella propria regione di appartenenza.
Quale è il valore del buono celiachia mensile?
Il Decreto del Ministero della Salute del 10 agosto 2018 che ha definito i massimi di spesa per l’erogazione dei prodotti senza glutine:
| Fasce di età | Limite mensile
Maschi (€) |
Limite mensile Femmine (€) |
| 6 mesi – 5 anni | 56 | |
| 6 – 9 anni | 70 | |
| 10 – 13 anni | 100 | 90 |
| 14 – 17 anni | 124 | 99 |
| 18 – 59 anni | 110 | 90 |
| 60 anni e oltre | 89 | 75 |
Fate attenzione perché la spesa del buono celiachia può essere realizzata solo ed esclusivamente nella propria regione di appartenenza: se viaggiate pianificate bene gli acquisti di prodotti senza glutine.
*Gazzetta Ufficiale del 28 agosto 2018 il decreto ministeriale del 10 agosto in materia di norme per la protezione dei soggetti malati di celiachia.
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